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Raccomandazioni sulla sanificazione nei negozi di abbigliamento

Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento

Abbigliamento e materiali tessili

Tra i trattamenti di tipo fisico, il primo da considerare è il calore (vapore secco), utilizzato anche secondo le prescrizioni del Koch Institute per la sanificazione delle mascherine chirurgiche. Il vapore secco, in linea di massima, è un ottima soluzione poiché viene già utilizzato nelle operazioni di finissaggio dei tessuti. Il trasferimento del vapore, quale mezzo di contrasto al virus in un contesto commerciale, è praticabile dagli stessi addetti alle vendite con vaporizzatori portatili anche se va fatta attenzione al tempo necessario affinché il calore risulti realmente efficace per la complessità dell’articolo, ovvero la presenza di pieghe, cuciture, risvolti, ecc., che potrebbe richiedere un maggior tempo di vaporizzo. Da sottolineare che l’eventuale uso di generatori di vapore dovrebbe essere effettuato in locali separati, da ventilare dopo l’applicazione del vapore al fine di evitare il potenziale trasferimento di eventuali contaminanti dai tessuti trattati all’operatore mediante aerosol.

Conclusioni sui materiali tessili

II rispetto di alcune buone prassi previste per il comportamento delle persone e la sanificazione periodica dei locali limiterebbero la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.

Per i clienti,

L’utilizzo dei guanti o la disinfezione delle mani in entrata e in uscita, l’utilizzo della mascherina e il divieto di provare gli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio i maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) limiterebbero la probabilità di contaminazione degli indumenti.

Per il commerciante

Evitare di mettere a disposizione i capi provati per almeno 12 ore, mantenendoli in un ambiente con umidità inferiore a 65% e a una temperatura inferiore a 22°C, potrebbe rappresentare una ulteriore precauzione.

Ovvero, il vapore secco sembra essere il procedimento più. L’utilizzo di prodotti chimici è scoraggiato per motivi legati alla stabilità dei colori, alle caratteristiche delle fibre ed al potenziale impatto eco tossicologico. Le radiazioni ionizzanti sono difficilmente esportabili a livello di attività commerciale mentre le lampade UV potrebbero essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d’uso, ma non per tutti i capi d’abbigliamento (es. è sconsigliato per biancheria trattata con sbiancanti ottici e per abiti in fibre naturali dai colori accesi o intensi). Il lavaggio dei capi, sia in acqua con normali detergenti oppure a secco presso le lavanderie professionali, è certamente una buona prassi in grado di rispondere alle esigenze di sanificazione, anche se rappresenta un processo di manutenzione straordinario.

Gruppo di Lavoro Istituto Superiore della Sanità Biocidi COVID-19 del 15 maggio 2020.

SANIFICAZIONE CON OZONO? NO GRAZIE!

Quello che sino ad oggi è stato dimostrato, è che l’utilizzo di generatori di OZONO hanno un azione disinfettante su batteri, virus, funghi e in molte specie di protozoi, e costituiscono la base per il suo crescente utilizzo nella disinfezione delle risorse idriche municipali nelle città di tutto il mondo.

Alla luce da quanto emerge dagli studi sinora effettuati in diversi centri di ricerca in tutto il mondo, si evince che l’Ozono può essere utilizzato anche per sanificare taluni ambienti, ma deve essere utilizzato solo da personale addestrato, poiché può essere estremamente pericoloso per gli esseri viventi e l’uomo in particolare. Infatti l’Ozono distrugge le cellule, soprattutto quelle che rivestono la bocca, le vie nasali e i polmoni. Ha la capacità di causare mutazioni cellulari e provocare il cancro. E per persone particolarmente o con malattie polmonari di base, una breve esposizione ad essa può risultare fatale.

Utilizzare i generatori di ozono per la disinfezione di ambienti, anche se di piccola taglia, significa doveri dotare di timer e di non trovarsi mai nella stanza quando la macchina è accesa. La macchina deve essere utilizzata con le finestre sigillate, chiuse. Nessun essere vivente deve essere presente nella stanza, compresi gli animali domestici, per circa 10-15 minuti.

Se poi il generatore è di piccole dimensioni, e dunque ha un volume di produzione di ozono più basso, è necessario tenere tutto chiuso per un tempo molto più lungo, viceversa risulta totalmente inefficace.

Si raccomanda di evitare di entrare nel locale con presenza di ozono per almeno 3 ore dopo il trattamento, ovvero si può entrare ma con una maschera antigas. Al temine è necessario arieggiare abbondantemente gli ambienti, per almeno 15 minuti prima di poterli riutilizzare.

COSA DICONO ESATTAMENTE GLI ULTIMI STUDI SULL’UTILIZZO DELL’ OZONO CONTRO IL CORONAVIRUS

OSSIGENO OZONO TERAPIA NEI PAZIENTI RICOVERATI CON COVID-19

Ad oggi sappiamo ancora poco di Ossigeno-Ozono Terapia, anche se ci sono molte prove scientifiche pubblicate negli ultimi anni sulle capacità antinfiammatorie, immuno modulatrici e protettive degli organi.

Riguardo la validità della Ossigeno-Ozono Terapia, riteniamo sia utile seguire i suggerimenti dell’articolo “Attivazione dell’immunità per combattere un nemico, una nuova via” di Richard S. Hotchkiss e Steven M. Opal, proponendo la Ossigeno-Ozono Terapia come terapia immunoceutica secondo le indicazioni contenute in tale articolo.

La Ossigeno-Ozono Terapia ha molti effetti biologici, ma il più rilevante è la sua capacità di modulare l’attivazione di Nrf2 (un importante trasduttore di messaggi nucleari), e la down regulation di NFkB che modula anche il NLRP3 inflammasome.

In conclusione, poiché l’ossigenoterapia sistemica ha tutti questi effetti: controllo dell’infiammazione, stimolazione dell’immunità, capacità antivirus, protezione dai danni da ischemia-riperfusione, azione su proteasoma e infiammazione, l’Ossigeno Ozono Terapia può essere un nuovo metodo di terapia immunoceutica, e pertanto il suo uso clinico in combinazione con altri trattamenti nei pazienti positivi a COVID19 può essere giustificato, utile e sinergico.

Sono tuttavia necessari ulteriori studi e test, ma speriamo di avere presto conferma che Ossigeno-Ozono Terapia sia sinergica ed efficace nel controllo dell’infezione da COVID-19.

Prof. Giovanni Ricevuti, Department of Drug Science, University of Pavia, Italy. E-mail: giovanni.ricevuti@unipv.it Received for publication: 2 April 2020. Accepted for publication: 8 April 2020.

Cura Italia: Gli interventi sul Fisco nel decreto

Approvato il decreto Cura Italia: aiuti alle imprese

I tecnici di ROTONDA sono in grado di risolvere tutti questi tipi di problemi, effettuando una Sanificazione completa ambientale e di tutti i componenti del sistema HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento), al fine di mettere in atto le pratiche per rispettare una condizione igienico-sanitaria ottimale e in linea con le disposizioni delle norme di riferimento pertinenti sulla sicurezza e salute nel posto di lavoro.

Per le aziende che effettuano la sanificazione delle sedi si introduce un credito d’imposta al 50% per le spese effettuate in tal senso.

In letteratura diverse evidenze hanno dimostrato che i Coronavirus, inclusi i virus responsabili della SARS e della MERS, possono persistere sulle superfici inanimate in condizioni ottimali di umidità e temperature fino a 9 giorni. Un ruolo per le sperfici contaminate nella trasmissione di infezioni dovute ai suddetti virus è pertanto ritenuto possibile.

I suddetti virus possono essere efficacemente inattivati da adeguate procedure di Sanificazione.L’OMS suggerisce queste procedure, considerate efficaci e sufficienti.

In stanze, uffici pubbilici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari, vanno applicate le misure di pulizia di tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei serviszi igienici e sanitari. Le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti ad un ciclo di lavaggio o sanificazione a 90°.

Circolare 0005443 del 22/02/2020 DGPRE (estratto)

In ambienti chiusi come uffici o strutture pubbliche, è inotre necessario garantire spazi salubri in cui il personale che li occupa possa svolgere il proprio lavoro nel modo migliore e con la massima garanzia per la propria salute. Di conseguenza, è importante monitorare la qualità dell’aria immessa in questi ambienti. Particolare attenzione deve essere rivolta alla salubrità dell’aria, cioè all’assenza di agenti inquinanti e di forme microbiche patogene, che incidono seriamente sulla salute umana.

Smart Working: da moda a leva strategica per la continuità operativa del business

L’attuale emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus, che ha costretto all’isolamento e alla prudenza molte aree dell’Italia settentrionale, è risultata essere il banco di prova pratico per il cosiddetto “lavoro agile”, o Smart Working. Questo tipo di modello organizzativo dell’attività lavorativa è definito dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano come “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Quanti sono gli smart worker in Italia

Sempre in accordo con i dati del Politecnico, gli Smart Worker in Italia risultano essere circa 570.000, in crescita del 20% rispetto al 2018, ma meno rispetto ai trend internazionali. Questo incremento è sicuramente dettato anche dalle tecnologie che, ad oggi, permettono di gestire la propria attività lavorativa potenzialmente da ovunque. Ciò apre una riflessione sull’importanza di smartphone e computer, che costituiscono i due strumenti fondamentali per lavorare, di concerto con un’efficiente connessione Internet.

Chi si trova a dover lavorare fuori ufficio e non possiede una rete fissa può, con la tecnologia Lte, usufruire comunque di una rete internet stabile, veloce e soprattutto plug-and-play. Affidarsi, infatti, a hotspot o mobile router, permette di beneficiare di una maggiore flessibilità che, in ambito lavorativo, significa eliminare la necessità di dover stare fissi al proprio desk.

Il vantaggio dell’approccio Byod (Bring your own device)

Sempre sul piano degli strumenti tecnologici, di fatto, gli italiani oggi adoperano una pluralità di dispositivi proprietari e aziendali, facendo emergere il fenomeno del cosiddetto Byod (Bring Your Own Device), un tempo avversato in azienda, e, invece, diventato adesso il driver principale del lavoro agile. Si fa, addirittura, un passo oltre in questa direzione, per cui non vi è Smart Working senza Enterprise Mobility Management (Emm), ovvero l’insieme di servizi e tecnologie progettati per proteggere i dati aziendali sui dispositivi mobili dei lavoratori: secondo l’Osservatorio è oggi il 14% delle organizzazioni ad averlo adottato. A tal fine, cresce l’urgenza di definire, anche in ottica di cybersecurity, le politiche di gestione rispetto alla pluralità di dispositivi fissi e mobili utilizzati delle risorse che lavorano o collaborano con le diverse organizzazioni.

Rendere l’esperienza di Smart Working più efficace e positiva possibile dipende, allora, da sempre più efficienti e sicure tecnologie, ma è figlia anche di un cambiamento culturale che porti a cogliere i benefici della flessibilità e ad abbracciare un nuovo paradigma secondo cui il lavoro non è più misurato in ore e non si connota più con l’essere in un luogo specifico.

Nello smart working il concetto di ufficio diventa open

Anzitutto è bene ricordare che lo Smart Working non è il telelavoro (molto più rigido nei suoi schemi), ma è soprattutto, un modello che prevede il superamento delle rigidità organizzative, rafforzando il concetto di collaborazione e favorendo la condivisione di spazi (virtuali e non). Nell’ottica smart, il concetto di ufficio diventa “open”, e il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone e che genera relazioni che oltrepassano i confini aziendali, stimolando nuove idee e quindi nuovo business.

I 4 principi cardine del lavoro smart non soltanto creano le condizioni per l’efficienza e il benessere delle persone, ma sono funzionali alla creazione di condizioni adatte per un nuovo spirito di appartenenza, un engagement, uno stimolo all’innovazione.

La contingenza attuale italiana ha messo, quindi, in luce l’utilità di questo modello di Digital Organization, superando i pregiudizi di un innegabile effetto moda che circondava tale pratica, e focalizzandosi sui benefit per il business. Lo Smart Working, infatti, si è imposto come lo strumento in grado da un lato di abbassare la possibilità dei contagi e dall’altro di mantenere stabile il livello di produttività, ed è stato riconosciuto come tale anche dai provvedimenti legislativi emanati dallo Stato.

Il decreto legge che favorisce lo smart working

È dello scorso 23 febbraio 2020 il decreto legge n.6 per misure urgenti sul Coronavirus pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che rende il lavoro agile immediatamente applicabile anche in assenza di accordi con l’azienda, e prevedere “la sospensione delle attività lavorative per le imprese […] ad esclusione di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza”.

Il mondo è in continua evoluzione: famiglia, città, lavoro, relazioni, scuole, interconnessioni, crisi, ecc. Cambiando, quindi, il contenuto, deve necessariamente cambiare anche il contenitore. In quest’ottica lo Smart Working non è più solo uno strumento di work-life balance e welfare aziendale, ma un asset strategico di digital business transformation, basato su dettami di personalizzazione, flessibilità e virtualità, volto a ripensare in maniera più intelligente l’organizzazione del lavoro e a far fronte alle congiunture e sfide che abbiamo innanzi.

Ecco i 4 principi cardine del lavoro smart

  • Differenziazione degli spazi di lavoro, evitando l’omologazione e l’impersonalità
  • Abitabilità condizioni confortevoli in cui lavorare ed esprimersi
  • Intelligenza creazione di un ponte tra lo spazio fisico e virtuale, che permette di anticipare le esigenze dei lavoratori
  • Riconfigurabilità capacità mutare per essere dinamici e plasmati in base alle necessità dei lavoratori

Fonte

Lvmh si ‘compra’ la Galleria con Dior e Fendi per 7,5 mln annui

Galleria

Il gruppo Lvmh conquista Galleria Vittorio Emanuele II. La compagine francese, con i brand Dior e Fendi, si è assicurata i due negozi attualmente in uso a Versace e Armani, assegnati dal Comune in via provvisoria con asta all’incanto, per un rendimento annuale di 7,5 milioni di euro (5 milioni e 50 mila euro per Dior; 2 milioni e 450 mila euro per Fendi). I due store andranno quindi ad aggiungersi a quello del marchio ammiraglio Louis Vuitton.

Partendo da una base d’asta di 950 mila euro di canone annuo e solo dopo 38 rilanci ad alzata di mano tra sei marchi concorrenti, Dior si è aggiudicata il negozio finora concesso a Versace. Per 253 metri quadrati e tre vetrine sull’Ottagono, la maison francese pagherà “la cifra più alta mai pagata per avere un affaccio in Galleria Vittorio Emanuele II”, ha sottolineato Palazzo Marino.

I 336 metri quadrati di Armani (che si sposta nello store “storico” di Tim) sono invece stati ottenuti da Fendi, in gara con altri cinque grandi big della moda, che, dopo ben 28 rilanci, ha vinto offrendo quasi 3 volte la base d’asta, fissata a 872 mila euro.

“Rialzi notevoli che confermano la validità del meccanismo dell’asta all’incanto, inserito dall’amministrazione per l’assegnazione di alcuni tipi di locali di pregio. Si tratta del primo esperimento del genere tra gli enti pubblici italiani, possibile (oltreché per il lavoro degli uffici) per l’attrattività internazionale della Galleria Vittorio Emanuele II. Un modello che testimonia lo sforzo del Comune sul settore dei servizi pubblici, teso a creare le condizioni per avere entrate multiple da investire sulla città”, si legge in una nota del Comune.

Se nel 2007 il Salotto di Milano rendeva 8 milioni, oggi il traguardo dei 40 milioni di affitti della Galleria diventa realizzabile grazie alle griffe e alle assegnazioni all’incanto. Un “guadagno” di quasi 30 milioni in più in dieci anni.

Secondo il quotidiano la Repubblica, tra gli altri brand in gara c’erano Hermès, Damiani, Tod’s e Bottega Veneta.

Fonte

Tinteggiare

Le misure per contrastarne la diffusione del Coronavirus, hanno portato alla chiusura in via cautelativa di uffici, scuole, e luoghi di aggregazione nelle aree del Paese maggiormente interessate dalla diffusione del virus.

Questo dunque, è il momento migliore per procedere alla tinteggiatura delle loro pareti interne ed esterne, soffitti, e infissi e tutte le altre strutture.

Per un sopralluogo o preventivo senza impegno, scrivere a tinteggiare@rotondasrl.com 

 

EMERGENZA SANIFICAZIONE AMBIENTALE

 

Il coronavirus in Italia raggiunge le dimensioni dell’emergenza e le misure per contrastarne la diffusione hanno portato alla chiusura in via cautelativa di uffici, scuole, e luoghi di aggregazione nelle aree del Paese maggiormente interessate dalla diffusione del virus.

La divisione Soft Facility di ROTONDA, per venire incontro a una situazione così particolare e alla necessità di un grado maggiore di attenzione alla pulizia, ha attivato diverse squadre dotate di presidi e autorizzazioni speciali che operano sia di giorno, che di notte anche nei weekend.

Questo team è in grado di fornire un servizio h 24 per la sanificazione ambientale, per luoghi ad alta frequentazione quali negozi, uffici, ristoranti, aree ricreative, ecc.

La sanificazione effettuata da ROTONDA, grazie all’utilizzo di due prodotti esclusivi quali  SANIFREE® e REMOVER®, garantisce gli ambienti salubri e privi di alti rischi di contaminazione, il tutto poi viene evidenziato al pubblico con l’apposizione di una speciale cartellonistica interna.

 Per chiedere il ns. intervento o per un preventivo senza impegno, scrivere a sanificazione@rotondasrl.com

 

EMERGENZA CORONAVIRUS

 

EMERGENZA CORONAVIRUS
– diffusione a livello mondiale –

EMERGENZA CORONAVIRUS – ROTONDA SOFT FACILITY ha attivato 6 task force dotate di presidi e autorizzazioni speciali per fornire un servizio h24 per la sanificazione ambientale, per luoghi ad alta frequentazione quali negozi, uffici, ristoranti, aree ricreative, ecc.

A causa dell’elevato numero di richieste di intervento, si consiglia di scrivere a sanificazione@rotondasrl.com divisione SOFT FACILITY di ROTONDA, che provvederà a schedulare gli interventi il prima possibile.

Roma, Domenica 23 febbraio 2020

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza coronavirus. Il provvedimento è stato illustrato in una conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro.

Guarda il video della conferenza stampa

Il decreto interviene in modo organico, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del coronavirus.

Il testo prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure sono inclusi, tra l’altro:

  • il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata;
  • la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione;
  • la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei;
  • la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale;
  • la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale;
  • la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe.

Si introduce, inoltre, la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati.

L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri e il Presidente della Regione competente ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ai fini sanzionatori, il decreto stabilisce che il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.

Infine, il testo prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’Interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Altre news

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Aumento del capitale sociale

Grazie alla continua espansione dell’azienda in questi ultimi anni, sia in termini di fatturato che di risorse, ROTONDA Srl si è trovata nella vantaggiosa posizione di poter svolgere un ruolo sempre più rilevante nel mercato italiano dei servizi FACILITY, soprattutto nel comparto del settore Corporate.

Ecco perché, al fine soprattutto di garantire una crescita equilibrata, fermamente indirizzata all’innovazione e alla qualità, è stato deliberato all’unanimità dall’Assemblea degli azionisti un importante aumento di capitale.

L’operazione, in data 11 febbraio 2020, ha visto, attraverso un incremento del valore nominale delle azioni, il capitale sociale aumentare da 10.000 a 150.000 euro.

L’Ing. Maurizio Troli, Amministratore Unico di ROTONDA Srl, ha commentato con soddisfazione:

“Questo rilevante aumento di capitale, finalizzato in questi giorni con l’adesione di tutti gli azionisti, dà una diversa concretezza degli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni. Non solo la crescita in termini di fatturato, clienti, sedi, partner e, con orgoglio, dipendenti, ma anche il riconoscimento di un ruolo sempre più importante nel comparto dei servizi Facility in Italia, e con l’apertura della nuova divisione Soft.

A ciò bisognava rispondere con una strategia, anche finanziaria, che assicurasse non solo un consolidamento del patrimonio netto dell’azienda, ma soprattutto desse la misura della grande fiducia che gli azionisti hanno nella capacità del management e di tutti i dipendenti e consulenti di continuare un percorso di soddisfazione del mercato con un’offerta sempre più innovativa e di qualità.

Il maggior valore patrimoniale darà, inoltre, all’azienda gli strumenti per competere al meglio in nuovi ambiti, affrontando nuovi mercati e nuove sfide, continuando a investire in Ricerca e Sviluppo in collaborazione con propri Partners, garantendo i clienti, i partner e i dipendenti della fiducia nella propria vision e nei fondamentali valori professionali e umani che hanno contraddistinto finora lo sviluppo aziendale.

È un traguardo importante per noi. Ne siamo felici, orgogliosi e ci motiva a far sempre meglio.”

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